
30 anni fa ci lasciava Beppe Rosso, insegnante a Cervasca tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80.
Ma, ancor più che come insegnante, Beppe a Cervasca ha lasciato il segno in tante persone che da lui hanno ricevuto ricchezza di amicizia, di notizie storiche, di suggerimenti artistici e letterari. Per tanti di noi, è stato un Maestro.
Lo ricorderemo in un posto che gli era caro, il santuario di San Maurizio. Lui, alpino e capogruppo di Borgo per molti anni, aveva portato al santuario una copia della medaglia della Madonna degli Alpini e ne aveva scritto un articolo, oggi riportato anche sul libro di San Maurizio.
Abbiamo invitato a cantare il coro “La Ciastella” della Valle Stura, per due motivi: Beppe aveva lasciato un bel po’ di cuore a Trinità di Demonte, paese di origine della mamma; e, in secondo luogo, il coro canta in tre lingue, le stesse in cui scriveva Beppe. Beppe scriveva di architettura alpina, di storia, di cultura popolare. Scriveva testi argomentativi, narrativi e poesie, tante poesie, oggetto di belle pubblicazioni anche recenti. Nel corso della serata, saranno letti e commentati alcuni testi.
Abbiamo detto Beppe alpino: ne parlerà il capogruppo di Cervasca, Piero Aimar. Era un grande storico, che ha contribuito alla riscoperta di importanti tracce antiche e medioevali in zona: ne parlerà Walter Cesana, storico borgarino. E infine Beppe amico e maestro, e Lele Viola ci racconterà il suo rapporto con lui.
L’appuntamento è a San Maurizio, giovedì 9 luglio, alle ore 21.
