Chiesa di Santa Croce

parrocchiale dal 1922 al 2025

La chiesa di Santa Croce si trova su una strada antica, chiamata nel medioevo in “summae ripae Sturiae”, sulle rive più alte dello Stura.
Nelle mappe degli anni 40 del ‘700 appare in posizione perpendicolare rispetto all’attuale: si tratta probabilmente di un edificio dei secoli precedenti, quando la confraternita di Santa Croce in Cuneo acquisisce beni in questa zona e identificabile con i locali del piano terreno della canonica.
La chiesa cambia orientamento nella seconda metà del secolo, come dimostra il catasto del 1795; ancora ampliata nel 1922, diventa sede della parrocchia sita sul confine tra i comuni di Vignolo e Cervasca.
Nel 1957 viene riplasmata la facciata che poggia su un piccolo sagrato elevato di alcuni gradini e con campanile a fianco. L’interno è ad unica navata. Fin dal ‘700, la cappella era al servizio del territorio; si celebravano matrimoni, mentre per i battesimi era consuetudine amministrarli solo in casi urgenti, specialmente in inverno.
Di grande interesse le tele: sull’altar maggior, una crocifissione con i Santi Maria, Giovanni e Maria Maddalena, di inizio ‘700; nel presbiterio, a destra Sant’Anna che insegna a Maria (sec. XVII) e a sinistra la Madonna con Santi e Anime, del sec. XVIII.
Nella navata, restano le ancone di due altari: a sinistra la Madonna del Buon Consiglio tra San Magno e San Rocco (sec. XVIII), di fronte lo Sposalizio di Maria con San Giuseppe, attribuita a G. B. Grillo (metà XVII secolo), inserita in una interessante cornice di stucco marmorizzato, sormontata da un medaglione in stucco con uno stemma nobiliare, presumibilmente della famiglia Porta, che ne aveva il patrocinio.
Di buona fattura e molto antica (fine XVII – inizi XVIII secolo) anche la statua della Madonna con bambino, chiamata nel secolo scorso Salus infirmorum, scolpita in legno ma purtroppo danneggiata da una inappropriata ridipintura che ne ha modificato le caratteristiche originali.

 

Interno

 

Sull’altar maggiore, una bella tela degli inizi del XVIII secolo, con la scena della crocifissione. Ai piedi di Gesù, Maria la Maddalena piange abbracciata alla croce.
Ancora lei dipinta nella volta sopra l’altare, insieme a Elena: due donne vicine alla croce.

 

 

 

 

 

Antiche cappelle e qualche pilone

Di San Martino di Corsia, chiesa elencata in una bolla del 1246 tra le dipendenze dall’Abbazia di Pedona, non resta che il toponimo in Via San Martino. L’esistenza di questa chiesa ci ricorda che il nostro territorio, nella parte verso sud, dipendeva dai monaci forse già in epoca carolingia e fino al basso medioevo. Citata due volte nel Catasto di Cuneo del 1445, è in cattive condizioni nel secolo successivo e demolita a fine ‘500.
Qualche rara fotografia ricorda la cappella settecentesca eretta da Don Stefano Baudino in Via Giolitti e intitolata alla Madonna del Carmine. Solo il ricordo invece per la cappellina di San Giuseppe alla Fantina.
Di San Silvestro, citata agli inizi del XVII secolo, poi chiamata Sant’Anna e infine demolita per ampliare la strada, resta il nome associato alla cappella di Sant’Anna (Santa Neta) che l’ha sostituita.
Il passato ci lascia ancora qualche pilone, tra cui quello settecentesco di Sant’Elena, devozione associata alla Croce.

La Madonna del ‘500

Sulla facciata di Casa Rinaudo, a fianco della parrocchiale, è dipinta questa dolce e raffinata Madonna con Bambino, risalente agli inizi del XVI secolo.

 

Santa Croce nel XVIII secolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Roero al Ponte del sale

 

 

Una cappella, un affresco e un mulino: queste le testimonianze del nucleo originario di Santa Croce di alcuni secoli fa, nato a seguito del cambiamento delle coltivazioni e delle condizioni di vita in questo territorio, conseguenti alla realizzazione dei canali: superate le difficoltà legate alla permeabilità del terreno, verso la metà del XV secolo viene tracciato il Roero, da cui si distacca il
Rosa; nel 1464 il Miglia – Boccabianca, a fine secolo il Morra.

Chi sono i costruttori: imprenditori della pietra si associano a consorzi di proprietari che ricevono in cambio generose donazioni di terreno dal comune di Cuneo, del cui distretto abbiamo fatto parte. Grandi competenze e grandi e picccoli capitalisti, che
investono per avere terra irrigua.
Nella carta topografica di metà ‘700, tra Roero e Rosa si vede il Mulino di Bargie, cioè il mulino Gardini, il cui primo atto risale al 1520; dal secolo XVII al XIX appartiene alla famiglia Martini, che a fine ‘700 aggiunge anche un martinetto.
La cappella di Santa Croce, edificata nella “regione dei Serrale”, è orientata in direzione nord – sud; un pilone indica il punto in cui all’incirca nello stesso periodo viene costruita la cappella dei Baudini. Ancora presente il mulino di Stura, portato via da
una piena del fiume. Sulle rive di Stura, gli alteni, le viti coltivate sugli alberi da frutto, da cui il nome di Via delle Vigne. E infine la cappella di San Silvestro.