La Confraternita della Madonna del Carmine
e il vecchio comune

A partire dal medioevo, in ogni paese si sono formate le confraternite, associazioni di laici che si riunivano con finalità spirituali e caritative, in un clima di fraternità, come dice il nome, che deriva dal latino  medioevale “con-fraternitas”. Ogni gruppo costruiva una chiesa per le sue riunioni e la preghiera comune.
A Cervasca superiore (San Michele) la confraternita esisteva dal XVI secolo ed era intitolata all’Annunciazione. Anche a Cervasca inferiore, come era detto allora il nuovo capoluogo, con lo spostamento della parrocchia ad inizio ‘800, si costituisce intorno al 1810 un nuovo gruppo intitolato alla Madonna del Carmine. Si riunisce inizialmente nella parrocchiale, presso l’altare del Rosario. Nel 1818 acquista il terreno e rivolge istanza al comune per il nuovo edificio, la cui costruzione inizia soltanto una ventina di anni più tardi e risulta completata nel 1843. La consacrazione avviene nel 1845.
La sacrestia viene aggiunta nel 1867, mentre non è mai stato edificato il previsto alloggio per il cappellano. L’aula laterale viene aggiunta nel XX secolo. Nella relazione per la Visita Pastorale del 1869, il parroco scrive che il gruppo, maschile e femminile, “ha per iscopo principale la divozione a Maria Vergine del Carmelo e l’acquisto delle tante indulgenze e privilegi accordati ai pii associati”. La divisa degli uomini è il camice di tela o “percallo” bianco con cordone bianco, mentre per le donne è “quasi giallognolo” con cordone “turchino”. Vengono celebrate le feste mariane, la “sepoltura del Cristo morto” il venerdì santo e la festa di Sant’Antonio Abate, insieme a nove processioni senza intervento del sacerdote.
I confratelli accompagnano le processioni e i funerali anche nelle frazioni, recitano i Pater (ordinati dalla gente in suffragio dei defunti di famiglia o di quelli dimenticati) durante le celebrazioni; alla festa di luglio, la Carminela, pagano la banda e il predicatore, organizzano la lotteria del cappello e del fazzoletto e “lo sparo della festa”, le fusette.
La lotteria è una delle principali fonti di finanziamento, insieme alla biancheria e ai “cochetti offerti alla Madonna”, alla colletta del grano, alla cera…
Nei libri contabili, resta anche il ricordo di un avvenimento che lasciò il segno nei credenti, la Peregrinatio Mariae, detta “la Madonna Pellegrina”, che passò a Cervasca il 14 e 15 luglio 1948.
La parete nord ospita dagli anni ’90 le lapidi dei Caduti e dispersi nelle guerre mondiali, prima affisse alla parrocchiale, dove erano state sistemate nell’agosto del 1950.

 

Interno

Disegnato nel XIX secolo da Maurizio Piatti e ridipinto nel 1900 dal monregalese Agostino Toscano, si presenta suggestivo e armonioso: una bomboniera, dicono i visitatori.
Molto interessanti la statua lignea della Madonna del Carmine con il suo trono processionale, della prima età dell’800, recentemente restaurata; dello stesso periodo è la tela dell’altar maggiore
(Madonna del Carmine e bambino con i santi Antonio da Padova e Simone Stock), mentre quella di G.B. Arnaud senior, posta su un altare laterale poi eliminato, è datata 1905 e rappresenta la Madonna con il bambino e i Santi Antonio da Padova e i protettori dei lavori dei campi Grato e Isidoro.
A fine secolo vengono realizzate le mensole lignee, sulle quali trovano posto le statue di Sant’Isidoro, di Sant’Antonio abate e dell’Addolorata.
Il Cristo deposto, in gesso dipinto, è stato acquistato nel 1914 in sostituzione di quello ligneo utilizzato da metà ‘800.
Interessanti altri arredi, quali i bastoni processionali e lo stendardo, tutti della prima metà dell’800.

Tela di G.B. Arnaud senior
e statua lignea della Madonna del Carmine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il vecchio comune

Nel 1801, sotto il governo francese, insieme alla parrocchia “matrice”, anche la sede del comune viene trasferita da San Michele a Santo Stefano.
Ad inizio anno, il Maire ha spostato l’albo comunale e convocato il consiglio in una sala attigua alla cappella di Santo Stefano.
Il 14 germinale dell’anno XII (4 aprile 1804) il comune acquisisce per L. 4000 Casa Quaranta, una grande costruzione dove trovano spazio per quasi due secoli gli uffici del comune, le scuole, la casa del sacerdote maestro nell’800, poi la casa del segretario comunale, l’ambulatorio medico, le poste.
Nel 1807 “la maison commune est en partie couverte a paille” e viene restaurata.
Sulla “via di Stretta”, oggi via Roma, che misura appena 5 metri, si decide la costruzione di “une halle” per gli abitanti e i “passagers” per mettersi “a l’abri des intemperies de la saison”; si progettano fiere e mercati.
Alla fine degli anni ‘70 viene edificato il nuovo comune e demolito il vecchio fabbricato.

Nella fotografia: inverno 1978/79: vecchio e nuovo municipio, prima della demolizione del vecchio.

 

 

Cervasca in cartolina

 

Procedendo lungo via Roma in direzione nord – sud, fino agli anni 70 a sinistra si incontrava il vecchio municipio; passando sotto l’arco, si raggiungeva il pozzo, costruito nel 1836, e il cortile dell’edificio.
Sempre a sinistra, la confraternita e le abitazioni private, con il gelso ancora esistente.
Infine il pelerin, porticato aperto per accogliere gente di passaggio.

 

 

 

Nella cartolina, notare il nome del tratto di strada tra la parrocchiale e Casa Falco: Piazza Vittorio Emanuele II.