San Michele, la Villa, dove è nata Cervasca

Il nome Cervasca compare per la prima volta in un documento del 1172, a proposito di un certo Martino di Cervasca, testimone in un atto di compravendita.
San Michele è capoluogo del comune di Cervasca dal suo costituirsi fino al 1801.
Nel XII secolo, per sottrarsi al potere dei Marchesi di Saluzzo che governano il territorio anche tramite i signori locali e la presenza del castello di San Maurizio, i cervaschesi collaborano alla fondazione di Cuneo: sui nostri monti, come in altri luoghi attorno alla città, si accendono i fuochi che, secondo gli antichi scritti, danno il via alla fondazione del libero comune. Nella nuova città, i cervaschesi portano il loro santo che ne diventa il patrono.
Intanto i cervaschesi sono passati sotto vari signori, fino alla dedizione ai Savoia, nel 1382.
La vicinanza a Cuneo e la posizione del nostro territorio sulle grandi strade di comunicazione tra la Francia e la pianura hanno come conseguenza
il coinvolgimento in molte vicende belliche: dalla presenza delle bande di ventura degli Armagnacchi sul colle, che coinvolse certamente anche il paese, alle violenze perpetrate nel XVI secolo dalle truppe francesi che portarono distruzione e morte, agli accampamenti dei vari eserciti che assediavano Cuneo, in particolare nel 1744.
Cervasca, benché comune, fa parte del distretto di Cuneo e manda i suoi rappresentanti nel consiglio generale. In questo paese si riunisce invece il consiglio dei cervaschesi per le materie di competenza locale.
Per molti secoli, il gruppo, convocato con un suono di campana, si ritrova in chiesa, in piazza, nella casa della confratria, sotto il portico della confraternita, anche quando Cervasca acquista l’autonomia, insieme a Vignolo e Bernezzo, tra XVI e XVII secolo. Non esiste una sede come la intendiamo oggi, fino al 1780, data di ampliamento e restauro della canonica che riserva una sala, collocata sotto la confraternita, per le finalità civili: è la prima saletta al piano terra, verso la strada, che assume per poco più di 20 anni i nuovi compiti.
Ma la costruzione della nuova chiesa a metà secolo e la sistemazione di una canonica dignitosa con un locale riservato al comune non portano al paese la sperata tranquillità: nel 1801, sotto il governo francese, comune e parrocchia vengono trasferiti al piano, a Santo Stefano.
Nella fotografia sopra: La Villa nella carta topografica del XVIII secolo (ASTo)
La confraternita dell’Annunziata
Giunto in visita pastorale a Cervasca nel 1593, Mons. Daddeo vede che l’oratorio dei disciplinanti è “positum in parva domo, qui partim constructa est supra ecclesiam”. La confraternita quindi, istituzione laicale presente in tutti i paesi a partire dal medioevo accanto alle parrocchie, esiste almeno dal XVI secolo. Dalle Visite pastorali, sappiamo che l’oratorio è intitolato all’Annunciazione della Beata Vergine Maria, che ha un solo altare, piccolo, ma molto ben fatto (1622), che si trova tra la chiesa e la canonica e “supra aulam consularem” (1782).
La cappella serve principalmente per la preghiera e le riunioni della confraternita; ma negli anni in cui la chiesa era ricostruita ma non completata all’interno, molte coppie scelgono di sposarsi qui o alla Concezione.
I confratelli e le consorelle vestono l’abito “ceruleo” e bianco, con un “cingolo il quale abbia sette nodi in memoria e venerazione dei sette principali dolori della B.V.” e lo indossano per le processioni e le sepolture. Devono essere persone “timorate di Dio”, amanti della pace e dedite alle opere di carità.
La confraternita gode soltanto dei redditi delle sepolture e di due boschi di castagni, con cui fa celebrare le messe per i confratelli defunti.
L’Annunciazione dipinta sull’altare della confraternita richiama un’incisione del fiammingo Egidius Sadeler
La confratria di Santo Spirito
La confratria è un gruppo di persone che si costituisce in tutti i comuni fin dal medioevo con la finalità di pensare ai più poveri. A Cervasca è presente almeno dal sec. XVI e viene soppressa per decreto ducale nel 1717, lasciando i beni alla Congregazione di carità.
Dal reddito dei terreni, ricava risorse per provvedere alle famiglie più bisognose. Nei secoli XVII-XVIII ha già perso in parte la sua natura originaria e si limita a distribuire ai poveri minestra di ceci, la cisrà, castagne, pane e talvolta anche vino in occasione della Pentecoste. Nel 1628 tuttavia, il vescovo ordina di distribuire soltanto pane nei tre giorni precedenti la Pentecoste e di farlo in chiesa.
Le proprietà sono limitate ad alcuni terreni e boschi, una casa coperta di lòse con forno e portico, sita in piazza, vicino alla chiesa, “un’arca pastoira, sette sachi, sei catene da fuoco, tre caldare et un calderone” (inventario del XVII secolo).
Conti e Marchesi

Nel contesto della politica fiscale e di controllo del territorio effettuata da Casa Savoia, anche i nuovi comuni di Cervasca e Vignolo nel 1619 vengono assegnati, in cambio dei servigi ricevuti, a Rinaldo Vignone, nativo di Grenoble e residente in Torino.
Sopra l’arco, sulla parete esterna della Confraternita dell’Annunciata, è dipinto lo stemma della famiglia. L’ultima discendente è Lucrezia che sposa il conte Piossasco di Scalenghe (famiglia che mantiene il patronato dell’altare della Natività di Maria) e possiede in Cervasca un palazzo con giardino, “corte rustica”, vigna, “tre scudaria”.
Estintasi la famiglia, il feudo passa a Giovanni Battista Operti, dei signori di Sarmatorio, importante famiglia fossanese, e ai suoi discendenti, fino all’arrivo dei francesi. Il figlio regolamenta alcuni aspetti della vita della comunità (es. i bandi campestri) e costruisce a sue spese l’altare maggiore della riedificata parrocchiale.
Parte del territorio pianeggiante viene data in feudo ai Signori De Ferraris e Garrone.
Stemma dei Vignone e meridiana con ore italiche.
I segni zodiacali indicano la stagione, sulla base della
lunghezza dell’ombra

Cartolina di San Michele; scatto realizzato prima del 1933, data di innalzamento del campanile